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Bergamo,
uno sguardo innovativo
per l'industria.
Giovanni Battista Berizzi
(Bergamo 1809 - Spluga 1848)
Sede della Camera di Commercio di Bergamo
Socio dell’Ateneo dal 1842 al 1848, fu intraprendente industriale nel settore serico. Nel 1838 impiantò il primo filatoio
alla Vaucanson, lodato “per economia di spazi, salubrità, sicurezza degli operai,
rapidità e precisione di lavoro”, per questo nel 1845 ricevette una medaglia d’oro
alla esposizione di Vienna. Nelle industrie Berizzi nel 1846 fu costituito il primo stabilimento della stagionatura della seta.
Fondò la Società Industriale bergamasca, pronunciando il discorso in Ateneo l’8 maggio 1844, con lo scopo di “migliorare la condizione economica del paese e di giovare soprattutto alle classi più laboriose della popolazione”. Obiettivo dichiarato era quello di garantire alla nascente industria una generazione di tecnici e operai qualificati e nuovi strumenti di coltivazione nel settore agricolo, per cercare di porre un freno alla crescente disoccupazione. Partecipò ai moti antiaustriaci nel 1848 e al governo provvisorio che fu allora creato. Con la restaurazione fu esiliato in Svizzera dove morì il 24 giugno del 1848, investito da una valanga sullo Spluga proprio mentre tornava a Bergamo, dopo aver saputo di essere stato graziato dagli austriaci.
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Bergamo,
uno sguardo avvertito
all’Italia unita.
Giovanni Battista Camozzi Vertova
(Bergamo 1818 - Bergamo 1906)
Ritratto da Ponziano Loverini, 1888
Sede del Municipio di Bergamo
Giovanni Battista Camozzi Vertova (1818-1906), divenne socio attivo dell’Ateneo nel 1868 e dal 1880 al 1891 ricoprì la carica di Presidente. Figlio di Andrea Camozzi, che acquisì il titolo di conte nel 1819 e della contessa Elisabetta Vertova, frequentò insieme al fratello Gabriele (1823-1869) l’ambiente mazziniano.
Laureato a Pavia nella Facoltà medico-legale, fin dagli anni giovanili concorse con gli amici di Lombardia a preparare i moti del 1848, durante i quali prese parte attiva nelle lotte delle cinque giornate di Milano e nell’azione del Governo provvisorio. Tornati gli Austriaci, passò in Piemonte, per ritornare poi in Lombardia nella spedizione capitanata dal fratello Gabriele per guidare la rivolta contro lo straniero. Ai due fratelli Camozzi furono sequestrati i beni; profughi entrambi e proscritti, continuarono ad aiutare gli emigrati politici che ricorrevano loro.
D’accordo col fratello Gabriele, contribuì nel 1850 a costituire una società per azioni per acquistare una nave mercantile, poi battezzata Carmen, e porla sotto il comando di Garibaldi, del quale il Giovanni Battista Camozzi era amico, al fine di procurare all’eroe una esistenza indipendente.
Tornato in seno alla famiglia, dopo la guerra del 1859, lavorò attivamente nelle amministrazioni provinciali e comunali. Fu il primo sindaco di Bergamo dopo l’Unità d’Italia, carica che ricoprì per dieci anni, dimettendosi poi, malgrado i voti e le insistenze generali perché rimanesse.
Nominato senatore nel febbraio 1860, prese parte attiva ai lavori della Camera finché le forze glielo consentirono. Negli ultimi anni visse lontano da ogni pubblico ufficio, alternando la sua dimora fra Bergamo e il Castello di Costa di Mezzate, dove si spense nel 1906.
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Bergamo,
uno sguardo caritatevole
dalla musica.
Johann Simon Mayr
(Mendorf, Ingolstadt 1763 - Bergamo 1845)
Ritratto da Giuseppe Diotti,
Sede del Museo Donizettiano di Bergamo
Socio dell’Ateneo dal 1817 al 1845, Presidente dal 1823 al 1826, Johann Simon Mayr nacque a Mendorf, un piccolo villaggio della Baviera danubiana, vicino a Ingolstadt, il 14 giugno 1763. Nell'autunno del 1769 fu mandato a studiare musica nel monastero di Weltenburg, ove rimase sino al 1771. Si immatricolò all’università nel 1777, nel 1778 venne registrato tra gli studenti di retorica e di logica; dal 1780 al 1784 seguì i corsi di medicina e dal 1784 al 1785 quelli di giurisprudenza. Abbandonati gli studi dal 1787 al 1789 seguì il barone Thomas De Bassus a Poschiavo e in Valtellina.
Nel 1789 giunse a Bergamo, dove frequentò le lezioni di Carlo Lenzi, maestro di cappella di S. Maria Maggiore. Grazie all’interessamento del Canonico conte Vincenzo Pesenti andò a Venezia a studiare con Bertoni, e a Venezia inizierà la carriera di operista. Nel 1802 Mayr fu nominato maestro della Cappella di S. Maria in Bergamo e mantenne questo incarico sino alla morte, rifiutando prestigiose e rimunerative cariche offerte da Milano, Napoli, Roma, Londra, Vienna, Pietroburgo, Dresda e da Parigi, dove Napoleone lo voleva come maestro di corte.
Nel 1806 convinto che la musica potesse essere strumento di elevazione sociale, fondò la scuola delle lezioni caritatevoli di musica, istituzione innovativa e rivoluzionaria, a cui inizialmente furono ammessi 12 bambini tra i più poveri della città. Tra i suoi più famosi allievi vi fu Gaetano Donizetti.
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